Lui le prese le mani col tatto delicato di un bambino.
Spese parole mute,fatte solo di silenzi rassegnati e sguardi esili.
Evitò così,di cadere nell’incertezza dei toni.
Lei pregò con forza.
Con quegli occhi grandi, illuminati dalla luce fioca del mattino che pareva dare un senso di sollievo allo spirito.
Le mani strinsero di piu’.
Lo sguardo le si perse ,lungo i tratti stanchi delle rughe che vedevano gia’ oltre.
Le loro ali, spiegate al vento,stizzite, si fecero mute e mosce.
Non bastò un tenue raggio di sole a scaldare i gesti.
La donna per un attimo,tornò bambina, tirò su i suoi capelli ed i pensieri seguirono ad intuito.
Spiegò di sé,raccontò in una carezza,l’amore.
RiTrovò negli occhi di sua figlia,il suo agio di madre che ha avuto ragione.
L’uomo d’istinto,perse la sua prima lacrima del mattino.
Sfregò piu’ forte lo stomaco per non sentire quel vuoto lento che riempie il fiato,mozzandolo.
Tornò’ all’asciutto della pazienza che conteneva in sé,e lasciò la presa delle loro mani.
Sentì le dita,ghiacciarsi.
Questa è stata la vita più bella che abbia mai potuto vivere.
Tutto, d’un fiato sbiadì nell’espressione.
La donna lo abbracciò con quelle mani che contenevano ben altro,e nello slegarsi,sentì un fremito correrle, liso.
Vide il suo uomo,scendere verso l’abisso dell’addio forzato e non comprese piu’ nulla se non quelle immagini di schiena curva.
Debba esser io a comprendere ora le leggi della vita,e’ impossibile.
Con te,Ho avuto tutto ,potessi mai desiderare.
Il viso le si impregno d’amore ,di fiamme che laceravano il cuore.
Il tempo le accarezzò piano il viso,mentre l’uomo,svanì delicato nei suoi passi insicuri.
Lei non c"e" piu".
Fermate tutto.
Che i sogni ritornino nei cassetti e le campane suonino a lutto.
Che la luce venga meno e gli uccelli volino via.
Lei non c’e’ piu’.
Che i colori si spengano ed i rumori, mi assordino di silenzi.
Che gli specchi smettano di riflettermi e le risa di rendermi felice.
Lei non c’e’ piu’.
Che importa.Tutti gli uomini si odino e che l’invidia regni
Sovrana fra gli egoismi bambini.
Basta con la bonta’ e le gentil gesta,basta.
Tutto e’ vano.
Lei non c’e’ piu’.
Che le notti siano uguali ai giorni e
I giorni uguali agli inverni freddi dai quali
E’ impossibile ripararsi.
Che le ore vuote non passino mai, fra i rami secchi dei miei
Pensieri, e che la gente mi ignori.
Lei non c’e’ piu’,
lei non c’e’ piu’.
E’ come morire , non piu’ vivere.
Si e’ sospesi su un filo sottile.
Lei non c’e’ piu’.
Vi prego,
che lacrime escano dai miei occhi come fiumi in piena, e lei vada
via per sempre a cavallo di essi.
Ora.
Che i fiori appassiscano come la mia vita,
e lumi si spengano ,lentamente,uno dopo l’altro,
al mio passare.
Lei non c’e’ piu’.
Lei non c’e’ piu’.
Avra" cura di te
Quant’e’ triste
aver rimpianti senza sapere perche’.
E’ bastato talmente poco
per mandarmi via,che adesso serve una vita
per ricominciare.
Quant’e’ triste, Scoprirmi felice della tua nuova vita
ma sperare che non sia migliore
Di me.
Ma si’, Hai ragione tu, forse era giusto cosi’
Ma Dio quant’e’ dura da mandare giu’.
Avra’ cura di te
Ridera’ insieme a te
Sara’ giusto lo so’,
piu’ di quanto io
non sia stato mai.
Avra’ cura di te
Sara’ forte per te
Perche’ ora sei tu
Si proprio tu
Tutta la sua vita.
Tutta la sua vita.
Quant’e’ strano,
Ricordare solo i momenti dolci
E’ un po’ come volare
Su quel prato di sogni
Dove tu mi hai portato
E abbandonato.
Avra’ cura di te
Ridera’ insieme a te
Sara’ dolce lui si,
sara’ buono vedrai
come un angelo
Avra’ cura di te
giochera’ insieme a te
coi cuscini in quel letto
ora di spine per me.
Nn mi resta che questo addio fra noi
Ti lascio cosi’ con le parole
che tu lasciasti a me.
Abbi cura di te
Fallo almeno per me
Non lasciarlo andar via mai
Quel gran cuore che in te
E che non merito,io.
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